| 16-03-2008 11:21 |
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Questa catena contiene informazioni vere e altre false. Non è ancora stata stabilita la veridicità delle informazioni e quindi chiunque ne avesse o potesse aggiungerne è pregato di segnalarmelo. In fondo troverete un breve commento in cui spiego in che modo trattare questa mail e dove trovare ulteriori informazioni. La mail contiene numerosi errori grammaticali, che non vengono corretti per consentire una migliore indicizzazione dell'articolo sui motori di ricerca.
Nel anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, presse un cane di strada, lo lego ad una corda corta ad un muro di una galeria d'arte e lo lascio morire lentamente di fame e di sete: Durante parecchi giorni, l'autore di questo orribile crueltà e i visitatori di questa galeria d'arte erano aspettatori impasibili alla agonia del povero animale, fino quando finalmente mori per inanizione, sicuramente dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. Ti sembra forte ???Quello non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. OSTACOLIAMOLO!!!
Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html, non bisogna pagare, né registrarsi, né niente pericoloso, e vale la pena, per inviare una petizione e che questo uomo non sia congratulato né chiamato 'artista' per tanto crudele atto, per simile insensibilità e piacere col dolore altrui. È molto facile, tarda 10 secondi e è sicuro, se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze che nessuno si crede, bene possiamo dedicare un po' di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo, ed altri, sadico e ripugnante 'essere umano':RINVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PER FAVORE. PS: se metti il nome del 'artista' in Google escono le foto da questo povero animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai contrastarlo e vedere che è verità.
Tralasciando gli errori evidenti di italiano, che rendono il messaggio quasi illeggibile, la mail può essere considerata veritiera in alcune parti e di contenuto incerto in altre. Innanzitutto "l'opera" è stata sicuramente messa in atto ma bisogna stabilire se il cane sia stato davvero maltrattato oppure no. Da quanto sono riuscito a recuperare in rete la catena dovrebbe essere partita dalla Spagna o dalla Costa Rica, per poi essere tradotta in italiano e in inglese. La Catena risale, probabilmente all'inizio di ottobre 2007, quando la notizia è anche arrivata alle redazioni di molti giornali, come La Stampa (la notizia è raccolta nel portale dedicato agli animali, La Zampa) e sul sito de Il Giornale. Esistono molti Blogs (in questo ne è presente un'ampia raccolta), che parlano dell'accaduto ma tutti sono molto condizionati dalle notizie apprese dalla catena o dalle uniche due fonti autorevoli trovate in internet: per il resto silenzio. Sono andato sul sito del MADC, il museo di arte contemporanea da boicottare, e non ho trovato nulla a riguardo, solo che l'artista è stato più volte invitato al museo per presentare le sue opere. Se qualcuno conosce la lingua in cui è scritto il sito del MADC e se vuole aiutarmi a integrare questo articolo può farlo mandando ad esempio una mail da questa pagina comunicandomi eventuali risposte. Ho trovato anche un bel po' di video su YouTube in cui sono raccolte le immagini relative "all'opera d'arte". Per quanto riguarda la petizione in corso, non posso stabilire se sia ancora utile oppure no, in quanto non ho trovato informazioni riguardo la data del presunto incontro.
UPDATE: 21/03/2008 - Sul blog di Paolo Attivissimo ho trovato un lungo articolo che parla di quanto è accaduto, neanche lui riesce a trarre una conclusione chiara in quanto le notizie ufficiali disponibili sono poche. Gli indizi che lui ha trovato sono i seguenti: "abbiamo un blogger anonimo che ha dato la stura alla vicenda scrivendo che a lui/lei risulta che il cane sia morto. Che fine abbia fatto la bestiola, però non si sa: su questo non c'è nessuna testimonianza diretta, di prima mano. abbiamo il direttore della galleria d'arte che dice che il cane è stato nutrito, ma non durante le tre ore giornaliere della mostra, e che poi è scappato, e su queste dichiarazioni pone la propria firma; abbiamo l'artista in questione che non conferma e non smentisce la morte del cane; dice che non era sua intenzione causargli sofferenza. abbiamo una vicenda che fa leva su tutti i sentimenti giusti per ottenere la vastissima eco mediatica alla quale aspirano tanti "artisti"."
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